mHealth: raddoppiate le app in due anni

mHealth App

Lo studio di IMS Institute for Healthcare InformaticsPatient Adoption of mHealth: Use, Evidence and Remaining Barriers to Mainstream Acceptance – reso noto a settembre del 2015 rimane ancora una valida fotografia dello stato di salute dell’mHealth, il settore della sanità mobile digitale.

Secondo la ricerca, al momento della rilevazione, a metà dell’anno scorso sono state individuate più di 165mila app mobile ad argomento Health & Fitness con una netta prevalenza (2/3 del totale) dell’ambito benessere.

Una popolarità raggiunta grazie e soprattutto alla diffusione dei wristband, i “braccialetti digitali” capaci di monitorare alcuni parametri fisici che dialogano con l’apposita app installata nello smartphone.

Nonostante le più scaricate rimangano quelle per il fitness e il benessere, una ricerca registra un grande sviluppo delle app per il monitoraggio delle patologie e di supporto ai pazienti.

36 app per la metà dei download

Fortunatamente, il numero delle app specifiche per la mHealth è più che raddoppiato rispetto al 2013. In particolare, rispetto alla rilevazione precedente, tra le app rivolte specificamente al settore della sanità si confermano al primo posto quelle che supportano i pazienti affetti da malattie nervose o psichiatriche e i loro parenti (29%) e quelle per la gestione delle patologie diabetiche (15%).

Ma, andando ancora più a fondo, il 40% del totale delle app per l’mHealth registra meno di 5mila download nel mondo e solo il 12% copre il 90% dei download. In particolare, la metà degli stessi riguarda solo 36 app, ovvero un piccolo gruppo di app specialistiche di fatto monopolizza il mercato.

Dunque, un interessante trend di crescita per le app professionali in uno scenario ancora troppo poco esplorato. Eppure l’interesse da parte del mercato è finalmente cresciuto: sempre secondo la ricerca, infatti, il numero dei test clinici che sfruttano app mobile è raddoppiato in due anni passando da 135 a 300.

Non è più trascurabile, dunque, anche l’utilizzo della tecnologia in fase sperimentale. La ricerca dell’IMS Institute, insomma, prospetta degli scenari molto favorevoli per l’mHealth.

L’interesse per questo tipo di app a supporto di medici e pazienti è decisamente alto anche se l’adozione è rallentata essenzialmente dalla poca cultura intorno ai temi sensibili dell’argomento, in primis la sicurezza dei dati.

L’IoT sta arrivando

Inoltre, si profila già il next step della rivoluzione dell’mHealth, ovvero l’interazione diretta tra app e apparecchiature medicali in ottica IoT (Internet of Things).

Ciò è possibile grazie alle capacità di interazione tra smartphone e tablet e gli oggetti IoT e ai numerosi sensori, come accelerometri e giroscopi, inseriti nei device mobili di ultima generazione.

In un futuro molto prossimo, dunque, sarà possibile effettuare rilevazioni ancora più precise su un paziente anche senza bisogno di un intervento manuale per l’input e avere a disposizione una mole di dati più ampia e più specifica.

Sarà importante, a quel punto, affidarsi a un fornitore di tecnologia affidabile e competente capace di prendere per mano il professionista o la struttura sanitaria per aiutarlo a filtrare e qualificare i dati realmente utili.